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Si conclude il viaggio del giornale le periferie dopo un anno di vita. Abbiamo deciso di chiudere bottega perché non ci sono le condizioni per andare avanti. Abbiamo ricevuto avvertimenti e velate minacce di non disturbare troppo la quiete pubblica e l’editoria presente italiana. Chiudiamo tutto come risposta alla chiusura ricevuta da tutti: sponsor che prima ammiccano e poi si tirano indietro senza giustificazioni, tipografie che han ricevuto l’ordine di isolarci, potenziali querele, multe, tribunali. Meglio il silenzio stampa, prima di andare troppo oltre. Persino i collaboratori si sono dileguati, appena sentito hanno puzza di bruciato. Non c’è stato riconosciuto il nostro lavoro sotterraneo, nonostante i nostri sforzi non ci siamo fatti conoscere, non ci conosciamo. Preferiamo non parlare, non avere argomenti, preferiamo attendere, osservare, custodire. Cancelleremo i nostri database, getteremo carta, materiale, ogni traccia, come i carbonari. Niente di più, tutto di meno. Viva l’estate.
