<!– @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } –>
“Quando il tetto crollò sulla Palestina, cadde il velo dal volto delle donne di Nablus”
Nata a Nablus nel 1917, acquisisce la tecnica e la passione per la poesia dal celebre fratello, il poeta Ibrahim Tuqan, e nel 1936 pubblica le sue prime poesie (prevalentemente liriche d’amore) su riviste e quotidiani del suo paese e dell’Egitto. Fino al 1967 la poesia di Fadwa esprimerà per lo più desideri e sentimenti femminili, ma dopo l’occupazione israeliana Fadwa si fa, con una poesia della resistenza forte e incisiva, interprete del dramma della sua patria e del suo popolo. Scomparsa a Nablus nel 2003, Fadwa Tuqan è studiata e tradotta in molte lingue e considerata una delle voci più alte della poesia araba.
“…Terra!/Ecco l’invito al riposo,/la ricompensa ai nostri passi,/qui è dignità e salvezza,/qui deporremo il fardello/e la pena di tanti anni”./Noi abbiamo detto: “Qui/la nostra anima dimenticherà…” (da “Ritorno al mare)
COME NASCE UNA CANZONE
Le canzoni nostre le prendiamo
dal tuo tormentato e sciolto cuore,
e sotto il peso del buio e della notte
le impastiamo con luce, con incenso
con amore e con voti;
le carichiamo del vigore delle rocce e del salice,
dopo di che le restituiremo al tuo cuore,
puro e trasparente quale cristallo,
o nostro lontano e paziente popolo!
