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Il punto di partenza è la Francia, dove l’esplosione delle periferie si inserisce in una lunga tradizione di rivolte
sociali. Architetti, sociologi, economisti, geografi, artisti ne discutono per studiare il tessuto urbano e la sua
evoluzione, per capire il fenomeno ed arrivare a conclusioni spesso contradditorie.
Per alcuni non è vero che tutta le periferie sono brutte, che ovunque si vive male e ci si sente degli
emarginati, degli esclusi.
Per altri sono da considerarsi comunque e sempre luoghi di conflitto e di contrasti, difficili e inabitabili. Nella
querelle tra i diversi punti di vista ne esce che le periferie non sono più disposte ai margini della città, ma si
possono trovare dappertutto anche all’interno della città stessa. La distanza non è più solo geografica, perché
chi le abita finisce per interiorizzare quella linea invisibile che le separa dagli altri quartieri.
Affidarne il restyling a grandi firme, abbattere per ricostruire da zero, abbellirle, rinverdirle, farne dei parchi
culturali…Per viverci meglio.
A Milano fino al 29 gennaio, Palazzo Reale ospita un itinerario di paesaggi, architetture, volti, una mostra
organizzata dalla Federico Motta Editore.
Da un secolo a un altro. Da Sironi al presente. Dalle periferie desolate e abbandonate di ieri, a quelle
contemporanee. Una sorta di contrappunto visivo reso grazie alle incursioni dentro il paesaggio urbano del
fotografo Francesco Iodice.



